La Pizza a Fiamma di Vejano nasce per essere aperta in due e farcita mentre è ancora fumante, lasciando che il calore della pizza sciolga i grassi e sposi i profumi del condimento. Nel corso degli anni, le osterie e le tavole del paese hanno consacrato alcuni abbinamenti storici, legati ai prodotti tipici della Tuscia.

Ecco i modi tradizionali (e immancabili) per gustarla:

1. La Regina: Cicoria e Salsiccia

È l'abbinamento per eccellenza, quello che troverete sempre durante la storica Sagra del paese o nelle trattorie locali come la pizzeria "Al Capifuoco". La cicoria di campo, ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino, incontra la sapidità della salsiccia di maiale locale cotta alla brace o sbriciolata. L'amaro della cicoria contrasta perfettamente la dolcezza dell'impasto e la grassezza della salsiccia.

2. La Tradizionale: Mortadella o Prosciutto Nostrano

Nelle merende contadine del dopoguerra o nei ricordi d'infanzia dei vejanesi, la pizza a fiamma si accompagnava semplicemente con un bel pezzo di mortadella (la classica "pizza e mortazza") o con il prosciutto crudo saporito della Tuscia. Il calore della pizza appena sfornata scalda l'affettato, sprigionando un profumo irresistibile.

3. La Campagnola: Ricotta e Verdure

Un'alternativa più fresca e delicata, ma altrettanto legata al territorio, prevede la farcitura con ricotta vaccina o di pecora freschissima, spesso accompagnata da erbe spontanee di campo o verdure grigliate.

4. In Purezza: Un Pezzo di Storia "Nuda"

Come scrive il poeta locale nel suo componimento in dialetto: “...se magna calda, ripiena con verdure di campo, con salciccia, con ricotta, o mangiata così, in purezza, gustando ad ogni morso un bel pezzo di storia vejanese”. Mangiarla calda, senza alcun condimento, permette di apprezzare al massimo il sentore del grano biologico, la leggera nota acida del lievito madre e il profumo del legno del forno.